Caro D.

martedì, 19 agosto 2008

Appunti di viaggio.

Caro D.,
non sono un viaggiatore, ma neanche tollero troppo la degnazione da turista, guardare le persone come animali allo zoo.
Non mi piacciono i comportamenti irrispettosi: se certe cose non le faccio a casa mia non vedo perché dovrei farle dove casa mia non è.
Non mi è chiaro quale sia lo scopo del viaggiare laddove c’è un manifesto disprezzo per la società che ti accoglie, le persone che incontri, modi di pensare diversi dai tuoi.
 
Quando viaggio più che le differenze culturali ciò che mi salta agli occhi sono le similitudini, in altre parole: tutto il mondo è paese, anche se il senso del motto non è questo.
Nei momenti di stanca penso che avrei fatto meglio a starmene a casa, in quei momenti penso che l’anno prossimo farò una vacanza-mare. Ma già so che non sarà così.
 
Mi è capitato di notare spesso che la maggior parte delle persone che viaggiano vuole solo confermati gli stereotipi e i luoghi comuni dettati dai pregiudizi, anche davanti a palesi smentite.
 
Un tempo, forse, oggi non esiste alcun desiderio di conoscersi e capire.
 
Non sono fatta per lunghi spostamenti in auto, combatto il mal di macchina dormendo e perdo così gran parte del viaggio.
 
Il treno della sua cattiveria scivola sui binari della mia indifferenza (Bouchra).
Magari non sembra ma è stato proprio un bel viaggio.
Ciao.

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categorie: cose così