Caro D.,
Anche oggi vorrei parlarti di un libro, sparo subito titolo ed autore: Là comincia il Messico di Gualberto Alvino. Ti dico subito che è un libro bellissimo, particolare, ma andiamo con ordine. Questo testo ha una piccola storia che è cominciata nel 2006 quando lessi una recensione di questo libro in cerca d'editore, recensione che mi colpì, ovviamente, lasciai un commento circa il piacere che avrei avuto a leggere quel libro quando fosse uscito. Bè, recentemente, un gentilissimo commento dell'autore (SIC! A ME, l'autore, un commento!), che si ricordava del fatto che volessi leggere il suo libro (SIC!!), mi indicava il link della casa editrice presso cui avrei potuto procurarmi il libro. Cosa che io ho fatto, sbagliando a dare le coordinate come già ebbi modo di scriverti. Fortunatamente il testo è arrivato, intatto. L'ho letto, lentamente, sbocconcellandolo, non volevo finirlo.
Che dirti, non sono un recensore nè un critico, il libro non parla ma fa parlare la bestia nera del protagonista, quella bestia nera di pensieri e desideri inespressi che ognuno cova dentro di sè e che mai permetteremmo si mostrasse agli altri. E già questo caro mio basterebbe a giustificarne la lettura. Ma c'è altro, l'uso delle parole, come sabbia calda che scivola tra le dita lasciando una sensazione di piacere sottile. Giocarci, come io non sarei capace ma che mi incanta.
Caro D., l'unica cosa che non mi è chiara è come un così bel testo abbia dovuto girare in cerca d'editore.
Ciao.
