Caro D.

martedì, 08 aprile 2008

Sì, non c'ho un cazzo da fare. Di nuovo.

Caro D.,

ok, ok ho mentito, non era un post bellissimo, ma mai mi convincerai di averci creduto, in fondo è un po' che leggi le mie stracavolate. Per cui eccoti il post creduto perso e ritrovato. Sono senza vergogna eh? Ciao

Caro D.,
C’è questa collega, stessa età, stessa altezza, lei è esile e biondina, sposata con tanto di luccicante fede all’anulare, ma quando andiamo al bar io sono “Signora” lei è “Signorina”…Yuppiii! Non sono io ad avere la faccia da vecchia zitella acida (quale sono d’altronde).
 
Ritorniamo su un tema caro agli anni ottanta del secolo scorso: l’ecologia.
In particolare un tema caro che ritorna è il risparmio di acqua con suggerimenti tipo chiudere l’acqua mentre ci si lava i denti, usare l’acqua del risciacquo delle verdure per innaffiare, fare la doccia invece del bagno.
Ora per motivi idrici che non sto qui a spiegarti, recentemente ho avuto modo di misurare le quantità d’acqua utilizzate per le più semplici operazioni: non hai idea della quantità d’acqua utilizzata per lavarsi le mani, e la differenza tra la quantità utilizzata per una doccia rispetto a quella per un bagno non è poi così esorbitante. Su questa cosa dell’acqua poi ho sempre avuto dubbi, nel senso: ma l’acqua che io “spreco” una volta finita nello scarico è persa per sempre? E il ciclo dell’acqua che ci insegnavano alle elementari non è più valido? Ancora: l’acqua che io non “spreco” innaffiando le piante con l’acqua dell’insalata va a finire a chi ne ha bisogno?
Diciamoci la verità, per l’acqua come per tutto chi ha se lo tiene, trovo ridicolo privarsi del nulla pensando di tacitarsi la coscienza dai sensi di colpa generati dal fatto di appartenere a quel 15% di popolazione mondiale che sfrutta l’80% delle risorse del pianeta.
Vuoi davvero fare qualcosa per il pianeta? Vèstiti con materiali naturali non trattati , lavati con poca acqua e sostanze naturali, nutrisciti con ciò che è coltivato senza l’aiuto della chimica o della meccanica successiva all’invenzione del motore a scoppio, usa mezzi di locomozione a trazione animale, rinuncia all’elettricità prodotta per combustione e a fonti di riscaldamento altamente inquinanti. Allora? Quanto sei disposto?
 
Leggevo un articolo, su uno di questi giornaletti che circolano nelle metro, relativo alla reintroduzione del nucleare in Italia. Ti risparmio la solfa su questi politici che non ricordano più, o probabilmente non hanno mai saputo, di essere rappresentanti del popolo che non troppi anni fa si è espresso contro il nucleare.
L’articoletto parlava di soldi, di soldi che le aziende avrebbero fatto col risparmio energetico derivante dall’uso del nucleare, dell’evidente beneficio economico che ne sarebbe derivato per il paese che attualmente ha un’industria ormai non più competitiva a causa del proibitivo prezzo del petrolio, e visto che è sempre meglio dare un colpo al cerchio e uno alla botte, parlava dell’abbassamento dell’inquinamento che ci sarebbe qualora ci si convertisse al nucleare e della superiore sicurezza, praticamente totale a detta dello scrivente, delle moderne centrali rispetto a quelle del 1986.
E ti assicuro caro D. che non c’era ironia nel pezzo, forse nella foto che l’accompagnava: in bianco e nero, alcuni fusti su cui campeggiava il simbolo che indica sostanze radioattive.
Ecco, vedi, la mia cultura è molto bassa, televisiva insomma, quindi ecco l’interrogativo posto in una puntata dei Simpson e che proporrei all’articolista nonché agli esimi politici a favore del nucleare: ma tu quanto vicino andresti a vivere ad una centrale nucleare? Berresti acqua proveniente dal terreno circostante o mangeresti ciò che cresce su quella terra?
Ancora, sempre prendendo spunto da quella stessa serie chiederei ai suddetti politici: quanto potresti garantirmi che la suddetta centrale non sia manutenuta riparando crepe del nocciolo col chewing-gum? Quanto puoi garantirmi che non verranno usati cartoni per costruire le suddette centrali?
Non puoi, lo so io lo sai tu, lo sa chiunque abbia un briciolo di cervello. Ma tanto si sa: nucleare è bello.
Allora caro D., poiché non c’è nulla che possa fare, poco probabile mi sembra un altro referendum, che resterebbe tra l'altro inascoltato come quello sul finanziamento ai partiti, votare le persone giuste mi sembra difficile non essendoci persone giuste, c’è solo da sperare che i soliti ignoti si mangeranno i soldi per costruire simili scempi. Assurdo.
 
 


Commenti
#1   08 Aprile 2008 - 09:19
 
Post perfetto!
Lo dicevo, io, che era un post perfetto!
Meno male che l'hai ritrovato...

Ok per la trazione animale ma... e la bicicletta? La bocci?
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#2   08 Aprile 2008 - 13:29
 
Mollie, vuoi essere il mio mezzo di locomozione a trazione animale?
Se si', chiamami subito!
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#3   09 Aprile 2008 - 09:48
 
Posso portare la mia testimonianza sul consumo d'acqua?
Per i miei ragazzi marocchini, quando si fanno la doccia nel dopo partita, è quasi normale spegnere l'acqua mentre si insaponano.
E' davvero un'altra cultura quella del risparmio idrico che ancora non ci appartiene proprio per niente.
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#4   09 Aprile 2008 - 17:30
 
Alex: considero l'uomo un animale, per cui la bici rientra nella categoria...

Ret: il numero? :-P

Seigradi: gulp! Anch'io ho sempre chiuso l'acqua mentre mi insapono, credevo fosse la norma...Ecologista inconsapevole. :-)



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